Nel tentativo di ricostruire esattamente ciò che è successo l’1 ottobre 2009, illustriamo la relazione di Franco Ortolani, prof. di Geologia dell’Università Federico II di Napoli.
Nel pomeriggio del 1° ottobre l’area a sud di Messina compresa tra Itala, Scaletta Zanclea, Giampilieri e Santo Stefano di Briga, ampia circa 50 km quadrati (circa 7X7Km) è stata interessata da intense precipitazioni piovose che in circa tre ore hanno inondato la superficie del suolo con oltre 200 millimetri di acqua, probabilmente da 300 a 350mm (figura 1). La mancanza di una adeguata rete di misurazione pluviometrica non consente di avere dati precisi; comunque l’evento è molto significativo ma non eccezionale. Nell’ottobre 2007 fu già registrato un evento simile che determinò seri impatti sulla superficie quali colate rapide di fango e detriti che invasero le aree abitate e le infrastrutture. Ciò nonostante nell’area non era stato attivato un necessario monitoraggio delle precipitazioni in tempo reale né erano stati predisposti e testati piani locali di protezione civile al fine di limitare i danni ai cittadini. L’acqua caduta al suolo ha determinato vari tipi di impatto: una parte ha ruscellato ed ha raggiunto le fiumare che l’hanno smaltita in mare; lungo i versanti una parte si è infiltrata nel suolo e nella porzione alterata del substrato ed ha determinato una spinta imbibizione della copertura superficiale con scadenti caratteristiche geotecniche; nelle aree sub pianeggianti di fondo valle e costiere una parte si è infiltrata andando ad alimentare la falda.

Figura 1 (in alto): Individuazione dell’area più gravemente interessata dall’impatto delle precipitazioni piovose del 1 ottobre 2009 (continua…)