L’allarme del procuratore antimafia Grasso tratto da “Repubblica.it”
CAMPI BISENZIO (Firenze) – “Con il ‘processo breve‘ tanti procedimenti in corso come quelli Parmalat, Cirio, Thyssen saranno estinti per prescrizione e non ci saranno colpevoli”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso durante il suo intervento al forum nazionale antimafia organizzato dalla Fondazione Caponnetto.
Grasso ha spiegato che intervenendo ”come cittadino” ha inteso ”liberarsi da un incubo: milioni di processi civili e penali che giacciono in uffici deserti e mal attrezzati, destinati ad essere definiti chissà quando. Mi risveglio dall’incubo e sento parlare di riforma della giustizia e spero che si ponga finalmente rimedio a questa situazione”. “Nulla di tutto ciò – ha proseguito Grasso – Si è proposto l’introduzione di una inedita e conosciuta prescrizione dei processi che durino più di due anni in ogni grado di giudizio”. E questo provvedimento, ha fatto notare Grasso, include ”i delitti di indubbio allarme sociale”.
Grasso ha poi sottolineato ”alcune palesi disuguaglianze”, come l’esclusione degli immigrati, che potrebbero sollevare ”problemi di incostituzionalità”. Comunque questo provvedimento, secondo il magistrato, ”non risolve il problema che si risolve applicando l’articolo 111 della Costituzione”, ma rischia di creare un ”imbuto di processi che si bloccano”. Grasso ha concluso spiegando che molte riforme potrebbero essere fatte per risolvere il problema della durata dei processi e che, tra l’altro, tante di queste riforme sarebbero ”a costo zero”.
Il procuratore nazionale antimafia ha anche parlato dell’idea di vendere all’asta i beni confiscati alla criminalità organizzata “per finanziare il processo breve”. Secondo Grasso “è improbabile che assisteremo a incanti in regime di libera concorrenza. In un momento di crisi come questo, solo la criminalità organizzata ha la liquidità sufficiente per partecipare alle aste pubbliche e il potere di intimidazione tale da far andare le aste deserte per favorire i prestanome”.
(21 novembre 2009)
Tranquilli, il titolo è solo provocatorio. Nessun onorevole o senatore era presente nei luoghi della sciagura al momento dell’alluvione. E, a quanto pare, non si è visto neanche dopo la sciagura. O almeno cosi vuole farci intendere l’anonimo autore di due volantini, firmati “Il popolo” attaccati al di fuori del centro di accoglienza per gli sfollati “Le dune” a Mortelle. Una vera e propria lista di politici siciliani, tra cui due ministri, che a quanto pare sono dati per dispersi dal giorno dell’alluvione…