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  • febbraio 22nd, 2010
    24 febbraio 2010
    21:00a23:00

    Continuano gli appuntamenti con il nostro Cineforum, giunto al quinto film.
    Appuntamento mercoledì 24 febbraio ore 21:00 al Salone della Chiesa di Porto Salvo (Viale Libertà fronte fiera) per la proiezione di “Piazza delle Cinque Lune”, film che parla dell’omicidio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

    Per info: info@energiamessinese.it

    Evento facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=304929007339&index=1

    TRAMA (da Wikipedia):
    Al procuratore capo di Siena, il giudice Rosario Saracini, che sta per andare in pensione, viene recapitata una vecchia pellicola in formato Super 8, girata diversi anni prima. Lì ci sono le immagini del rapimento di Aldo Moro in via Fani nel 1978. Seguito, il giudice rivela il suo segreto alla collega Fernanda e alla sua guardia del corpo Branco. I tre appassionatamente ricostruiscono le fasi del rapimento. Branco nota nel filmato della strage un signore che indossa un impermeabile. A Milano il giudice fa ingrandire le immagini e così si riesce a vedere il viso. L’immagine viene ricondotta a Camillo Guglielmi, un colonnello del SISMI che apparteneva alla struttura clandestina Gladio.

    Altre indagini vengono svolte da Fernanda sul covo delle Brigate Rosse di via Gradoli ed emergono altre anomalie: i tre comitati costituiti da Cossiga, con tutti i membri affiliati alla P2, il collegamento con i servizi segreti americani. Durante le indagini, i figli di Fernanda scompaiono, ma Branco li riporta a casa. Altri strani eventi accadono. Sempre Fernanda perde il marito in un incidente in cui sono coinvolti anche i figli. Dopo il funerale Rosario è in auto con Branco ed un aereo sparge sull’automobile un gas tossico. I due escono, però, sani e salvi.

    Il giudice, dopo una telefonata dal procuratore capo della Repubblica, va a Roma per un appuntamento in Piazza delle Cinque Lune.

    Sale le scale e arriva davanti ad una porta dove c’è scritto: Immobiliare Domino. Nella stanza Rosario trova Branco e altre persone… Il film si conclude con una ripresa, che partendo da piazza delle Cinque Lune allarga dall’alto fino ad inquadrare tutta Roma. Il dedalo di strade e vicoli della capitale viene evidenziato in bianco, formando quasi una enorme ragnatela che ha per centro l’edificio di partenza e compare sovraimpresso un famoso aforisma di Solone: “La giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi”.

    I titoli di coda sono accompagnati dall’immagine di Luca Moro – nipote di Aldo Moro – che suona alla chitarra la canzone “Maledetti Voi (Signori del Potere)” mentre sullo sfondo corrono le immagini del nonno Aldo che giocava con Luca bambino

    febbraio 22nd, 2010

    Presentiamo qui le note tecniche di analisi ambientale, urbanistica e paesaggistica del progetto “Variante di Cannitello” connesso (?) al progetto “Ponte sullo stretto”, redatte dal WWF Calabria, che ringraziamo.

    1.Introduzione
    Le presenti note si configurano quali Analisi e “Osservazioni” al progetto definitivo ed esecutivo della Variante ferroviaria di Cannitello, anche in merito alla procedura di adeguamento dello stesso alle Prescrizioni e raccomandazioni CIPE (del. 29/03/06 n.83).
    “L’intervento di cui sopra costituisce una prima fase dei lavori del più ampio intervento che (le Ferrovie) RFI – rete Ferroviaria Italiana- dovrà mettere in atto per il miglioramento del sistema di penetrazione urbana nel nodo di Reggio Calabria e per rimuovere definitivamente l’ostacolo che la linea ferroviaria attualmente rappresenta per la città di Villa S. Giovanni verso la costa. Le opere da realizzare nell’immediato futuro consentiranno anche di rimuovere l’interferenza che i binari ferroviari rappresentano in località Cannitello per l’avvio dell’opera del Ponte sullo Stretto” (dalla Relazione Esplicativa allegata al Progetto Esecutivo).
    Il progetto, qui presentato quale “esecutivo”, si configura come un documento estremamente stringato,eccessivamente schematico, e riguardante esclusivamente l’opera da realizzare. Lo stesso progetto manca di pressoché qualsivoglia riferimento al contesto urbano e ambientale in cui lo stesso va a inserirsi; un ambito ad alta densità abitativa, ad alta valenza turistica e paesaggistica, con notevoli presenze ecologiche e agricole produttive; parte rilevante del nucleo urbano di Cannitello nella parte nord del territorio comunale di Villa S. Giovanni.
    I documenti progettuali sono peraltro l’ovvia conseguenza delle carenze di analisi e di programmazione territoriale e ambientale che connota l’operazione e che è riscontrabile nelle anomalie procedurali (sez.5), nonché alle carenze d’indagine idrogeologica (sez.2), alla mancanza di studi d’impatto e di analisi ambientali idonee (che significa non effettuazione della procedura di VIA) (sez. 3) e infine l’assoluta mancanza di valutazione degli effetti urbanistici e sociali (sez. 4).
    (continua…)

    febbraio 14th, 2010

    17467_271657205336_76372150336_4268345_7307437_nLa stampa ultimamente parla di Ponte sullo Stretto come se fosse uno scontro tra destra e sinistra. Non è esattamente così. Anzitutto per il fatto che in questo “scontro” sono presenti anche “piccole” realtà, come comuni abitanti o associazioni cittadine non schierate politicamente. Energia Messinese è appunto una di queste. E non è neppure l’unica.
    A prescindere dal fatto che nei vari cortei si vedono gente di tutte le età, realtà sociali e anche credi politici differenti (da Forza Nuova e Fare Verde alla sinistra radicale, passando per l’Udc e frange di Alleanza Nazionale), sarebbe davvero triste che l’opinione nei confronti di un’opera devastante per il nostro territorio sia influenzata da appartenenze politiche. Sarebbe davvero il sintomo di una mancanza di libertà intellettuale che per troppo tempo ha consentito al meridione di regalare il predominio a personaggi e organizzazioni tutt’altro che raccomandabili.
    In tutto questo però sorge spontanea una domanda: che ruolo gioca in tutto questo il Partito Democratico, il quale definirlo come “ partito di opposizione” sembra un eufemismo (o addirittura un’utopia)? Perché anche nella questione Ponte, il ruolo di tale partito risulta piuttosto ambiguo.
    La “grande opposizione” del partito è stato il non-applauso di Pippo Rao alla presentazione del progetto al Palacultura e il solito annuncio di Genovese che parla di “opera inutile”, ecc. ecc.
    Secondo qualche maligno, il vero interesse sarebbe stato nell’impedirne la costruzione. Il caso più “rumoroso” (e grottesco) è stato nella campagna elettorale delle amministrative 2005, quando addirittura Silvio Berlusconi in persona accusò (udite udite) Francantonio Genovese di avere un conflitto di interesse a tal proposito. Ascoltare per credere: http://www.radioradicale.it/scheda/261734?format=32. (continua…)

    febbraio 9th, 2010
    10 febbraio 2010
    21:00a23:00

    Continuano gli appuntamenti con il nostro Cineforum.
    Il quarto film proiettato sarà “Alla luce del sole”, film che parla della storia di Don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia.

    In realtà il film previsto era “Romanzo Criminale” ma quando siamo andati a sbrigare le pratiche per i permessi (Siae) ci hanno detto che la Warner Bros (distributrice del film) pretende che per le visioni pubbliche sia noleggiata la copia originale presso la Siae di Catania ad un prezzo per noi inaccessibile.
    Per non stravolgere la scaletta dei film già in programazione abbiamo dunque inserito questo bellissimo film che anche se non è un vero e proprio “mistero” ha un significato profondo e davvero molto interessante.
    Appuntamento mercoledì 10 febbraio ore 21, al Salone della Chiesa di Porto Salvo (Viale della Libertà). Vi aspettiamo numerosi!!!

    Evento facebook:

    http://www.facebook.com/event.php?eid=484834295264&ref=ts

    Un film di Roberto Faenza. Con Luca Zingaretti, Alessia Goria, Corrado Fortuna, Giovanna Bozzolo, Francesco Foti.

    La storia di padre Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio di Palermo, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Un uomo che «sparava» dritto, dovere inflessibile nella denuncia e alieno da ogni compromesso. Con gesti concreti, dedicandosi al recupero dei bambini del quartiere per sottrarli alla mafia, padre Puglisi diventa una presenza scomoda, un simbolo, un freno alla corruzione. Faenza sa bene, mentre affronta questo tema, i rischi che corre: lo stereotipo, la sovrapposizione dell’attore protagonista (che deve liberarsi da Montalbano) al personaggio, l’allineamento alla fiction televisiva. Quello che lo muove è la descrizione di un ambiente, e di come un uomo abbia cercato di sottrarre all’influenza del male proprio i più deboli ed esposti di tutti: i bambini. E’ un’attenzione, questa di Faenza, già manifestata in quello che resta il suo film migliore: “Jona che visse nella balena”. Non è un caso che i finali si assomiglino: con don Puglisi, ormai ucciso, che sorride a uno dei piccoli salvati dalla strada e dalla malavita. Faenza realizza un film che i trailer fanno sembrare televisivo ma che, sin dalla sequenza iniziale, mostra di essere ben altro. Quegli scatoloni portati dai ragazzini mostrano subito il loro contenuto: vite destinate ad essere soppresse. Come quella di Don Puglisi che con il suo sorriso è stato capace di trasformare la vita di chi gli stava dando la morte.

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