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	<title>Energia Messinese &#187; eventi</title>
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		<title>Cineforum Messinese &#8211; Film: &#8220;Scacco al Re, la cattura di Provenzano&#8221; + intervento di NICOLA BIONDO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegoindaimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 16 giugno 2010; 21:00 a 23:00. ] 
CINEFORUM MESSINESE
FILM: Scacco al re, la cattura di Provenzano
MERCOLEDI 16 GIUGNO ORE 21.00
Salone del Santuario Madonna di Lourdes
Viale Regina Margherita 39

In più, alla fine del film, collegamento via skype con NICOLA BIONDO, autore del libro-inchiesta "IL PATTO - Da Ciancimino a Dell’Utri, la trattativa tra Stato e Mafia nel racconto inedito di un infiltrato”, prefazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">16 giugno 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:00</td></tr></table><p><a href="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2010/06/scaccoalre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1860" title="scaccoalre" src="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2010/06/scaccoalre.jpg" alt="" width="200" height="295" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>CINEFORUM MESSINESE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>FILM: Scacco al re, la cattura di Provenzano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MERCOLEDI 16 GIUGNO ORE 21.00</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Salone del Santuario Madonna di Lourdes</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Viale Regina Margherita 39</strong></p>
<p>In più, alla fine del film, collegamento via skype con <strong><a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=80FE418EA0BC0B96&#038;playnext=1&#038;playnext_from=PL&#038;v=n1q4dybM6fk">NICOLA BIONDO</a></strong>, autore del libro-inchiesta &#8220;<em><strong>IL PATTO</strong> &#8211; Da Ciancimino a Dell’Utri, la trattativa tra Stato e Mafia nel racconto inedito di un infiltrato</em>”, prefazione di Marco Travaglio (ed. Chiarelettere).</p>
<div id="_mcePaste"><em>Si vedono messaggi e pacchi uscire da casa Provenzano, attraversare Corleone passando da più mani, fino al covo di Montagna dei Cavalli. Nelle intercettazioni una donna preoccupata chiede al marito di non fare più il postino della mafia: «Un giorno potresti ritrovarti da solo». Ma l&#8217;uomo non l&#8217;ascolta e, seguendolo, la polizia arriva al covo di Provenzano. Sono i mafiosi gli attori protagonisti di “Scacco al re”, il film documento, in onda stasera su RaiTre, che racconta la cattura di &#8220;Binnu&#8221;: cento minuti per ricostruire gli ultimi 39 giorni della caccia al latitante più famoso d&#8217;Italia, una partita durata 43 anni. Arrestato 1&#8242;11 aprile 2006 in un casolare di campagna a Corleone, da trenta poliziotti della Mobile di Palermo e dello Sco, era ricercato dal &#8216;63. Nell&#8217;emozionante documento (RaiFiction e Magnolia) realizzato con i video inediti girati dalla polizia (ideato da Claudio Canepari e Piergiorgio Di Cara, che firma anche la sceneggiatura con Clelio Benevento, Salvo Palazzolo, la regia è di Canepari, Mariano Cirino e Paolo Santolini), la voce di Provenzano è di Andrea Camilleri; mentre Di Cara, uno degli sceneggiatori nonché commissario di polizia a Palermo e scrittore, tiene il filo degli eventi. «Volevamo raccontare, attraverso un punto di vista inedito, cos&#8217; è stato il potere di un uomo rimasto latitante 43 anni» spiegano gli autori «Sono gli stessi mafiosi a dircelo». Il figlio di Totò Riina davanti alla lapide che ricorda la strage di Capaci sussurra a un amico: «Ancora ci appizzanu le corone di fiori a stu coso? Io non so come sarebbe andata a finire se a mio padre lo Stato un ci avissi fatto calare le corna». Parlano i magistrati di Palermo Michele Prestipino, Marzia Sabella, Giuseppe Pignatone e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: «Per troppo tempo le indagini sono state una partita col trucco». Il superlatitante veniva informato di ogni movimento: uno dei capitoli più delicati, quello delle talpe. La fine è nota, ma il lavoro svolto dagli investigatori (al centro  dell&#8217;Ultimo padrino di Marco Risi con Michele Placido nei panni di Provenzano), no. Ora speranze, paure, delusioni, la gioia, hanno il volto di persone sconosciute che hanno rinunciato a sonno, ferie, amicizie, famiglia, per dare scacco al re.</em></div>
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		<title>CineforuMessinese: &#8220;Genova 01 &#8211; Il seme della follia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:03:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 2 giugno 2010; 21:00 a 23:00. ] Continuano imperterrite le nostre proiezioni sui misteri italiani del mercoledì. Il film sarà "Genova 01 - Il seme della follia", incentrato sul tristemente famoso G8 di nove anni fa.
Avremo come ospiti alcuni cittadini messinesi presenti a Genova proprio in quei giorni, i quali ci racconteranno la propria testimonianza durante il dibattito post-film.
Appuntamento il 2 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">2 giugno 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:00</td></tr></table><p>Continuano imperterrite le nostre proiezioni sui misteri italiani del mercoledì. Il film sarà &#8220;Genova 01 &#8211; Il seme della follia&#8221;, incentrato sul tristemente famoso G8 di nove anni fa.<br />
Avremo come ospiti alcuni cittadini messinesi presenti a Genova proprio in quei giorni, i quali ci racconteranno la propria testimonianza durante il dibattito post-film.<br />
Appuntamento il <strong>2 giugno</strong> (non ci fermiamo neanche per la festa della Repubblica), ore 21 al Santuario di Lourdes.</p>
<p><strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
<p><em>LA TRAMA DEL FILM</em></p>
<p><em>I tre capitoli che riguardano i tre momenti fondamentali che hanno determinato i fatti del G8:</em></p>
<p><em>1. I Black bloc devastano la città</p>
<p>La mattina del 20, molto prima dell&#8217;inizio delle manifestazioni programmate, compaiono i black bloc, in circa 200 in piazza Paolo da Novi. Piazza Paolo da Novi è un rettangolo con sette uscite. In quel momento dislocati in varie parti della città ci sono diverse migliaia di uomini delle forze dell&#8217;ordine, i cortei autorizzati devono ancora partire, la piazza dei black bloc è l&#8217;unico focolaio di violenza. L&#8217;Ansa registra scontri e devastazioni in piazza savonarola, via Casaregis, piazza Tommaseo, su fino a via Tolemaide e Corso Gastaldi, dove è previsto, il passaggio del corteo autorizzato delle tute bianche. Ad un certo punto, il grosso del gruppo scende verso piazzale Kennedy la gamma 3 del commissario di polizia Angelo Gaggiano li insegue. In fondo al viale c&#8217;è un intero battaglione di carabinieri del Tuscania, il gruppo più equipaggiato che c&#8217;è a Genova per questo genere di interventi. Gaggiano via radio chiede ripetutamente il loro intervento: &#8220;chiudeteli in mezzo&#8221;, &#8220;stanno in trappola&#8221;. Ma i carabinieri non si muoveranno, decideranno di non intervenire. I black bloc si disperdono di nuovo per le strade di Genova.</p>
<p>2. I carabinieri attaccano il corteo autorizzato</p>
<p>I Black bloc sconvolgono la sceneggiatura del G8: il Viminale si era preparato a fronteggiare un assalto, più simbolico che reale, alla zona rossa. I cortei si sarebbero fermati davanti al muro di ferro, avrebbero tentato qualche sortita, sarebbero comparsi gli idranti, forse qualche manifestante avrebbe varcato la zona proibita con una bandiera, e tutto sarebbe finito lì. Questi erano gli accordi. Ma nessuno aveva fatto i conti con i black bloc. Il gruppo,si dirige verso il carcere di Marassi; sulla strada distrugge tutto ciò che incontra, un piccolo supermercato viene saccheggiato, all&#8217;arrivo dei neri a Marassi i contingenti che proteggono il carcere si allontanano. I pacifico corteo partito dal Carlini &#8211; ventimila persone con in testa i disobbedienti di casarini &#8211; scende da via Tolemaide. Per motivi mai chiariti, il capitano dei carabinieri Picozzi, decide di caricare il corteo autorizzato, dando inizio agli scontri che porteranno alla morte di Carlo Giuliani. All&#8217;uscita dal carlini le tute bianche si mischiano alla moltitudine dei ventimila che assaliranno i potenti della terra. Casarini racconta lo stato di tensione positiva, la sensazione di vivere una giornata importante. Poi l&#8217;arrivo quasi all&#8217;incrocio con corso Torino, i lacrimogeni, l&#8217;inattesa carica dei carabinieri, mentre il commissaro Gaggiano grida inutilmente di togliersi da lì, di lasciarli passare,bardature e scudi si rivelano inutili, le prime file dei manifestanti vengono travolte, chi finisce oltre il cordone dei carabinieri viene massacrato di botte. Nel frattempo però i disobbedienti si sono organizzati, e hanno reagito alle cariche. Si è scatenata la guerriglia urbana.</p>
<p>3. L&#8217;irruzione della polizia nella scuola Diaz</p>
<p></em></p>
<p><em>Cosa accadde alla Diaz è ormai chiaro: un brutale pestaggio, una sospensione della stato di diritto che portò al ferimento di 96 persone e al processo per 29 tra funzionari e agenti di polizia. Perché ciò accadde invece non è ancora chiaro: errore di valutazione sulla presenza di violenti nella scuola; voglia di prendersi una rivincita dopo il disastro del pomeriggio; sabotaggio organizzato per mettere in cattiva luce la catena di comando delle operazioni; momento di follia collettiva in cui le peggiori pulsioni all&#8217;interno degli apparati di polizia ebbero libero sfogo.<br />
Il settimo nucleo del Primo Reparto Mobile di Roma è davvero &#8211; come sostiene la magistratura &#8211; responsabile di quel massacro?</em></p>
<p><code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AbQ91SIAnAw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/AbQ91SIAnAw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
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		<title>CINEFORUMESSINESE – 11° Film “Ilaria Alpi, il più crudele dei giorni”</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 10:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegoindaimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 19 maggio 2010; 21:15 a 23:00. ] 

CINEFORUMESSINESE - 11° Film "Ilaria Alpi, il giorno più crudele"

Mercoledi 19 Maggio ore 21.15
Salone santuario "Madonna di Lourdes" viale R.Margherita 39 - INGRESSO GRATUITO 

20 marzo 1994. In una strada di Mogadiscio un commando somalo si avvicina ad una macchina e fa fuoco. Restano uccisi Ilaria Alpi, giornalista inviata del TG3, e il suo operatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">19 maggio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">21:15</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:00</td></tr></table><p><img class="alignleft size-medium wp-image-1824" title="ilaria" src="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2010/05/ilaria1-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></p>
<p><strong>CINEFORUMESSINESE &#8211; 11° Film &#8220;Ilaria Alpi, il giorno più crudele&#8221;</strong></p>
<p><strong>Mercoledi 19 Maggio ore 21.15<br />
Salone santuario &#8220;Madonna di Lourdes&#8221; viale R.Margherita 39 &#8211; INGRESSO GRATUITO </strong></p>
<p>20 marzo 1994. In una strada di Mogadiscio un commando somalo si avvicina ad una macchina e fa fuoco. Restano uccisi Ilaria Alpi, giornalista inviata del TG3, e il suo operatore Miran Hrovatin. Dal tragico atto conclusivo, il racconto torna indietro. In Jugoslavia, tra Spalato e dintorni, Ilaria si occupa di una nave che fa la spola tra la Somalia e l&#8217;Italia con carichi non bene identificati. Tornata a Roma, sente la necessità di indagare ancora e chiede di andare in Somalia. Ottenuto l&#8217;incarico, sia pure con un badget ridotto, chiama l&#8217;operatore Miran (con lei in Jugoslavia) e insieme arrivano in Africa. In breve Ilaria ricostruisce i fatti: su quella nave come su altre ci sono rifiuti tossici di scarico, un traffico che si intreccia con quello delle armi vendute dall&#8217;occidente ai somali per la loro guerra. Ilaria intervista un diplomatico, è il momento di fare i nomi di chi è coinvolto in queste &#8216;operazioni&#8217;. Lei è decisa, Miran più perplesso. Per realizzare il servizio su tutti questi avvenimenti, Ilaria va a Mogadiscio. Quando arriva, il commando è pronto ad eliminare lei e Miran.</p>
<p><em>(trama da it.movies.yahoo.com)</em></p>
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		<title>CineforuMessinese: &#8220;Il divo&#8221; + intervento di PIERO RICCA</title>
		<link>http://www.energiamessinese.it/cineforumessinese-il-divo-intervento-di-piero-ricca</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 18:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ggv84</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 5 maggio 2010; 21:00 a 23:00. ] Vi invitiamo alla proiezione del film "Il divo" - pluripremiato al Festival di Cannes 2008 - incentrato sulla figura di Giulio Andreotti.

Siamo ancora più lieti nell'annunciare che, prima e dopo la proiezione, interverrà in diretta via skype PIERO RICCA, che con il Senatore ha avuto diversi "incontri ravvicinati del terzo tipo" (vedi video in basso).

Appuntamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">5 maggio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:00</td></tr></table><p>Vi invitiamo alla proiezione del film &#8220;<em><strong>Il divo</strong></em>&#8221; &#8211; pluripremiato al Festival di Cannes 2008 &#8211; incentrato sulla figura di Giulio Andreotti.</p>
<p>Siamo ancora più lieti nell&#8217;annunciare che, prima e dopo la proiezione, interverrà in diretta via skype <strong>PIERO RICCA</strong>, che con il Senatore ha avuto diversi &#8220;incontri ravvicinati del terzo tipo&#8221; (vedi video in basso).</p>
<p>Appuntamento fissato per <strong>mercoledì 5 maggio alle ore 21:00</strong>, come sempre al <strong>Santuario di Lourdes (viale Regina Margherita 39)</strong>.</p>
<p><strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
<p><img src="http://www.videofantasyts.com/Videofantasy/DVDVHS/NOVITA%27%20OTT2008/IL%20DIVO.jpg" alt="" /></p>
<p><em>E&#8217; un uomo che soffre di terribili emicranie e arriva anche a contornarsi il volto con l&#8217;agopuntura pur di lenire il dolore. È la prima immagine (grottesca) di Giulio Andreotti ne Il divo.<br />
Siamo negli Anni Ottanta e quest&#8217;uomo freddo e distaccato, apparentemente privo di qualsiasi reazione emotiva, è a capo di una potente corrente della Democrazia Cristiana ed è pronto per l&#8217;ennesima presidenza del Consiglio. L&#8217;uccisione di Aldo Moro pesa però su di lui come un macigno impossibile da rimuovere. Passerà attraverso morti misteriose (Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli) in cui lo si riterrà a vario titolo coinvolto, supererà senza esserne scalfito Tangentopoli per finire sotto processo per collusione con la mafia. Processo dal quale verrà assolto.<br />
Paolo Sorrentino torna a fare cinema direttamente politico in Italia (Il caimano essendo un&#8217;abile commistione di politico e privato). Compie una scelta difficile pur decidendo di colpire un obiettivo facile: Andreotti. L&#8217;uomo di Stato che è stato definito di volta in volta, la Sfinge, il Gobbo, La Volpe, il Papa nero, Belzebù e, giustappunto, il Divo Giulio si prestava sicuramente a divenire simbolo di una riflessione sui mali del nostro Paese. La scelta era comunque difficile perchè Sorrentino aveva alle sue spalle almeno tre nomi ai quali ispirarsi e dai quali stilisticamente distinguersi in questa sua riscoperta del cinema impegnato: Francesco Rosi, Elio Petri, Giuseppe Ferrara. Il primo con il suo rigore nella denuncia, il secondo con una visionarietà graffiante, il terzo con il suo cronachismo drammaturgicamente efficace.<br />
Sorrentino riesce nell&#8217;operazione. Dichiara, consapevolmente o meno, i propri debiti nei confronti degli autori citati nella fase iniziale del film che innerva però sin da subito con una cifra di grottesco che diventa la sua personale lettura del personaggio e di coloro che lo hanno circondato e sostenuto. Proprio grazie a questa scelta stilistica può permettersi, nell&#8217;ultima parte del film, di proporci le fasi processuali per l&#8217;accusa di mafia grazie a una visione in cui surreale e reale finiscono con il coincidere.<br />
L&#8217;Andreotti di Sorrentino è un uomo che ha consacrato tutto se stesso al Potere. Un politico che ha saputo vincere anche quando perdeva. Un essere umano profondamente solo che ha trovato nella moglie l&#8217;unica persona che ha creduto di poterlo conoscere. La sequenza in cui i due siedono mano nella mano davanti al televisore in cui Renato Zero canta &#8220;I migliori anni della nostra vita&#8221; entra di diritto nella storia del cinema italiano. È la sintesi perfetta (ancor più degli incubi ritornanti con le parole come pietre scritte a lui e su di lui da Aldo Moro dalla prigione delle BR) di una vita consacrata sull&#8217;altare sbagliato.<br />
Una vita in cui, come afferma lo stesso Andreotti (interpretato da un Servillo capace di cancellare qualsiasi remota ipotesi di imitazione per dedicarsi invece a uno scavo dell&#8217;interiorità del personaggio), è inimmaginabile per chiunque la quantità di Male che bisogna accettare per ottenere il Bene. That&#8217;s Life? Forse non necessariamente.<br />
(da Mymovies.it)</em></p>
<p><code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4TakYn9RMCw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/4TakYn9RMCw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
<p><code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dNJFr9wb0VE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/dNJFr9wb0VE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
<p><a href='http://www.ilcannocchiale.it/?claim=CANN173767-2506' target='_blank'>il cannocchiale</a></p>
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		<title>CineforuMessinese, 9° film: &#8220;Cento giorni a Palermo&#8221;</title>
		<link>http://www.energiamessinese.it/cineforumessinese-9%c2%b0-film-cento-giorni-a-palermo</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 19:56:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 21 aprile 2010; 21:00 a 23:00. ] Vi aspettiamo per la proiezione del nono film del Cineforum sui misteri italiani, "Cento giorni a Palermo", la storia dei circa 100 giorni del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa passati a Palermo.
L'appuntamento è mercoledì 21 aprile al Salone del Santuario Madonna di Lourdes (viale Regina Margherita 39) alle 21:00. E come sempre, L'INGRESSO è GRATUITO.

Vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">21 aprile 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">21:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:00</td></tr></table><p>Vi aspettiamo per la proiezione del nono film del Cineforum sui misteri italiani, &#8220;Cento giorni a Palermo&#8221;, la storia dei circa 100 giorni del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa passati a Palermo.<br />
L&#8217;appuntamento è <strong>mercoledì 21 aprile</strong> al Salone del <strong>Santuario Madonna di Lourdes</strong> (viale Regina Margherita 39) alle 21:00. E come sempre, <strong>L&#8217;INGRESSO è GRATUITO</strong>.</p>
<p>Vi ricordiamo inoltre che, per chi volesse, alle ore 18:00 (stesso giorno e stesso luogo) ci sarà la prima riunione organizzativa dell&#8217;evento antimafia &#8220;Profumo di Libertà &#8211; 23 maggio&#8221;. Per maggiori informazioni contattateci su info@energiamessinese.it </p>
<p><img src="http://img2.libreriauniversitaria.it/MIT/953/8010020019533g.jpg" alt="" /></p>
<p><em>Palermo, 1982. Dopo gli omicidi di Boris Giuliano, Cesare Terranova, Piersanti Mattarella, Gaetano Costa e Pio La Torre, lo Stato manda in Sicilia, come Prefetto di Palermo, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa &#8211; protagonista della guerra al terrorismo durante gli anni di piombo e già attivo in Sicilia nel dopoguerra &#8211; con il compito di combattere la mafia.<br />
Il Generale si insedia in Prefettura, ma subito si accorge che la situazione palermitana è più che delicata: nessuno &#8211; a partire dallo Stato stesso &#8211; sembra voglia aiutarlo, il telefono del suo studio non suona mai, i pieni poteri da lui chiesti si rivelano solo una promessa, ed il suo arrivo nel capoluogo incrementa la lunga scia di delitti della guerra di mafia.<br />
Nonostante le continue &#8220;trappole&#8221; e minacce di morte, il Generale va avanti, aiutato da pochissimi alleati (tra cui un Capitano dell&#8217;Arma dei Carabinieri conosciuto dodici anni prima), dai familiari, e dalla giovane moglie Emanuela Setti Carraro (che sposa in seconde nozze il 12 luglio 1982). Privato dei suoi più stretti collaboratori e diventato scomodo per molti, dopo aver rilasciato una celebre e polemica intervista a Giorgio Bocca, il Generale, insieme alla moglie ed all&#8217;agente di scorta Domenico Russo, cadono in un agguato mafioso a Palermo, in Via Carini, la sera del 3 settembre 1982, dove vengono uccisi a colpi di kalashnikov.</em></p>
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