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	<title>Energia Messinese &#187; Notizie</title>
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		<title>Falcone e Borsellino, eroi in cartoon</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 13:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
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Presentato a Cannes lo special di 26 minuti dedicato ai due  magistrati uccisi che andrà in onda su Raitre
I PROTAGONISTI SONO DUE RAGAZZINI IN LOTTA CONTRO UN  MAGO MALVAGIO
MILANO &#8211; Dura ventisei minuti e andrà in onda su Rai Tre prima  dell’estate Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_aprile_12/falcone-borsellino-cartoni_903f708e-465a-11df-9de6-00144f02aabe.shtml">http://www.corriere.it/spettacoli/10_aprile_12/falcone-borsellino-cartoni_903f708e-465a-11df-9de6-00144f02aabe.shtml</a></p>
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<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Katia/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<h2>Presentato a Cannes lo special di 26 minuti dedicato ai due  magistrati uccisi che andrà in onda su Raitre</h2>
<p>I PROTAGONISTI SONO DUE RAGAZZINI IN LOTTA CONTRO UN  MAGO MALVAGIO</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MILANO</strong> &#8211; Dura ventisei minuti e andrà in onda su Rai Tre prima  dell’estate <em>Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi, </em>uno special  tv a cartoni, in chiave favolistica e destinato ai bambini, dedicato ai  giudici siciliani uccisi dalla mafia Giovanni Falcone e Paolo  Borsellino. In un quartiere della Palermo  anni ’50, due ragazzini   lottano per liberare il loro quartiere dalla presenza di un mago  malvagio, che toglie l’anima alle persone e le trasforma in «pupi». Si  chiamano Giovanni e Paolo, in omaggio ai due giudici che negli Anni  Cinquanta erano davvero giovanissimi e amici a Palermo. Il cartone, una  storia di fantasia ma ben radicata nei valori di dignità e di coraggio  che i due magistrati hanno testimoniato nella loro vita, destinata a far  riflettere anche i grandi, è stato presentato al Miptv di Cannes, la  principale fiera mondiale dei prodotti audiovideo. I primi 5 minuti  dello special (coprodotto da Rai Fiction e Larcadarte in collaborazione  con Regione Siciliana), con le voci di Leo Gullotta, Donatella  Finocchiaro e Claudio Gioè, saranno inoltre presentate in anteprima a  Rapallo durante la serata di premiazione di Cartoons on the Bay, sabato  17 aprile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«EMOZIONE E CAUTELA» </strong>- «Quando ci è stato proposto il progetto &#8211;  ha detto Carlo Nardello, amministratore Delegato di Rai Trade, che si  occuperà della distribuzione &#8211; lo abbiamo accolto con emozione e  cautela. Con questo cartone animato vogliamo spiegare che cedere al male  è una perdita di autonomia». Gli fa eco l’assessore regionale alla  pubblica istruzione della Regione siciliana Mario Centorrino: «Quello su  Falcone e Borsellino è un progetto al quale crediamo moltissimo. Ha i  contenuti perfetti per raccontare ai più giovani che il male esiste e va  combattuto, che il bene alla fine non può non vincere. È quello che  stiamo cercando di fare nella nostra isola, un mutamento culturale di  grandi proporzioni».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;IMPEGNO DELLA REGIONE </strong>- Diretto da Rosalba Vitellaro (che firma  anche la sceneggiatura insieme ad Alessandra Viola e Valentina Mazzola)  con la direzione artistica di Enrico Paolantonio, lo special tv è  attualmente in produzione, in vista di una prossima messa in onda su  Raitre prima dell’estate. A realizzarlo il centro di produzione video  Larcadarte di Palermo in collaborazione con lo studio di animazione  Musicartoon di Roma. Le musiche sono della Samples di Verona. Per la  Regione Sicilia, <em>Giovanni e Paolo </em>rappresenta il punto di forza  di una serie di iniziative mirate a tenere viva nei giovani la memoria  dei due magistrati uccisi dalla mafia. Tra le attività parallele  collegate al cartoon e che avranno luogo in Sicilia nel corso del 2010,  figurano anche un concorso a fumetti dedicato alle scuole medie e la  realizzazione di un kit sulla legalità che verrà distribuito in 1.500  scuole, per giocare in classe approfondendo temi di attualità e di  educazione civica. Sempre in Sicilia, una trasmissione tv raccoglierà 25  tra i migliori studenti della regione in una competizione per scegliere  il miglior cives dell’anno.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto: a che gioco sta giocando il Partito Democratico?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 14:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ggv84</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stampa ultimamente parla di Ponte sullo Stretto come se fosse uno scontro tra destra e sinistra. Non è esattamente così. Anzitutto per il fatto che in questo “scontro” sono presenti anche “piccole” realtà, come comuni abitanti o associazioni cittadine non schierate politicamente. Energia Messinese è appunto una di queste. E non è neppure l’unica.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2010/02/17467_271657205336_76372150336_4268345_7307437_n.jpg" alt="17467_271657205336_76372150336_4268345_7307437_n" title="17467_271657205336_76372150336_4268345_7307437_n" width="604" height="264" class="alignleft size-full wp-image-1685" />La stampa ultimamente parla di Ponte sullo Stretto come se fosse uno scontro tra destra e sinistra. Non è esattamente così. Anzitutto per il fatto che in questo “scontro” sono presenti anche “piccole” realtà, come comuni abitanti o associazioni cittadine non schierate politicamente. Energia Messinese è appunto una di queste. E non è neppure l’unica.<br />
A prescindere dal fatto che nei vari cortei si vedono gente di tutte le età, realtà sociali e anche credi politici differenti (da Forza Nuova e Fare Verde alla sinistra radicale, passando per l’Udc e frange di Alleanza Nazionale), sarebbe davvero triste che l’opinione nei confronti di un’opera devastante per il nostro territorio sia influenzata da appartenenze politiche. Sarebbe davvero il sintomo di una mancanza di libertà intellettuale che per troppo tempo ha consentito al meridione di regalare il predominio a personaggi e organizzazioni tutt’altro che raccomandabili.<br />
In tutto questo però sorge spontanea una domanda: che ruolo gioca in tutto questo il Partito Democratico, il quale definirlo come “ partito di opposizione” sembra un eufemismo (o addirittura un’utopia)? Perché anche nella questione Ponte, il ruolo di tale partito risulta piuttosto ambiguo.<br />
La “grande opposizione” del partito è stato il non-applauso di Pippo Rao alla presentazione del progetto al Palacultura e il solito annuncio di Genovese che parla di “opera inutile”, ecc. ecc.<br />
Secondo qualche maligno, il vero interesse sarebbe stato nell’impedirne la costruzione. Il caso più &#8220;rumoroso&#8221; (e grottesco) è stato nella campagna elettorale delle amministrative 2005, quando addirittura Silvio Berlusconi in persona accusò (udite udite) Francantonio Genovese di avere un conflitto di interesse a tal proposito. Ascoltare per credere: <strong>http://www.radioradicale.it/scheda/261734?format=32</strong>.<span id="more-1679"></span><br />
In occasione delle amministrative del 2008, la musica cambia: Genovese dichiara che, qualora il governo nazionale dica “si”, il ponte si può fare, a patto che porti tutti i vantaggi possibili alla città. Successivamente Genovese chiese anche un tavolo di confronto ai governi nazionale, regionale e locali.<br />
Paolo Siracusano (candidato PD alla Provincia) rincarava poi la dose con “Personalmente se lo posassero stanotte con gli elicotteri, come nei film americani, sarei contento” (da normanno.com). E il dulcis in fundo Dario Franceschini, il quale in una pubblica uscita a Cosenza ha rivelato: &#8220;Il Ponte sullo Stretto? E perché no?&#8221;.</p>
<p>Queste sono le parole. Ma nei fatti?<br />
A livello locale, i fatti dicono che è proprio il Partito Democratico a presiedere la Commissione Ponte (tra l’altro di dubbia utilità).<br />
A livello regionale, i fatti dicono che il Governo Lombardo non cade proprio grazie all’appoggio esterno da parte del Partito Democratico.<br />
A livello nazionale che tra i finanziatori del mostro sullo stretto esiste anche una cooperativa rossa: la CMC (Consorzio Muratori e Cementisti) di Ravenna, il cui ex presidente era proprio l’attuale segretario Pierluigi Bersani. Tale cooperativa ha partecipato con ben 600 milioni di euro: andare su <strong>www.cmc.coop</strong> per conferma.<br />
Insomma, la domanda è sempre la stessa: a che gioco sta giocando il Partito Democratico? Possibile che da quando sia nato non faccia altro che favorire Berlusconi politicamente e non solo?</p>
<p><em>&#8220;Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un po’ Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di ’sfiga’ nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo&#8221;</em><br />
(Mario Centorrino, assessore regionale PD)</p>
<p><code><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ygoIEDLbtEI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ygoIEDLbtEI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></code></p>
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		<title>La Corte dei Conti &#8220;boccia&#8221; il Ponte sullo Stretto. Dov&#8217;è la sorpresa?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ggv84</dc:creator>
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La notizia del mese è questa:
Molteplici le perplessità sollevate ed argomentate all&#8217;interno della relazione tecnica, partendo proprio dall&#8217;ultimo punto, quello delle somme di realizzazione: la Corte dei Conti, infatti, ricorda che l&#8217;importo previsto nel progetto preliminare (approvato nel 2003), ammontava a 4,68 miliardi di euro, ma che nell&#8217;Allegato Infrastrutture al Dpef 2009/2013, la somma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://territoriot.noblogs.org/gallery/4898/vignetta_ponte_stretto.jpg" alt="" /><br />
La notizia del mese è questa:<br />
<em>Molteplici le perplessità sollevate ed argomentate all&#8217;interno della relazione tecnica, partendo proprio dall&#8217;ultimo punto, quello delle somme di realizzazione: la Corte dei Conti, infatti, ricorda che l&#8217;importo previsto nel progetto preliminare (approvato nel 2003), ammontava a 4,68 miliardi di euro, ma che nell&#8217;Allegato Infrastrutture al Dpef 2009/2013, la somma per il Ponte sullo Stretto di Messina, compreso tra gli interventi della Legge obiettivo da cantierare nel prossimo triennio, e&#8217; indicato in 6,1 miliardi di euro (la stessa cifra e&#8217; indicata nel Dpef 2010/2013).<br />
Dubbi anche sulle stime del traffico di mezzi tra le due sponde dello Stretto. Si legge: «Le valutazioni sono state effettuate nel 2001, e potrebbero verosimilmente non solo essere non più aggiornate ai tempi attuali, ma anche non coerenti con il quadro economico della sopraggiunta congiuntura economica. Soltanto un&#8217;adeguata stima dei volumi di traffico viario e ferroviario – continuano i componente della Corte &#8211; potrà effettivamente consentire, rispettando il quadro della finanza di progetto su cui si fonda circa il 60% delle risorse complessive, di sostenere gli oneri finanziari per interessi, che graveranno sui capitali presi a mutuo».<br />
Per quanto riguarda la fattibilità la Corte segnala invece «l&#8217;esigenza di mantenere nel tempo una costante azione di verifica sugli aspetti di fattibilità, che appaiono strettamente connessi anche allo sviluppo tecnologico conseguito dal 2003 sino ad oggi. Il modello progettuale &#8211; sottolineano i magistrati contabili &#8211; infrange ogni primato sinora esistente (lunghezza dell&#8217;impalcato, larghezza della sede stradale e ferroviaria, altezza delle torri e diametro dei cavi): rispetto al ponte più lungo ad unica campata attualmente esistente al mondo, il ponte giapponese di Akashi-Kaikyo con una campata unica di metri 1.991, il ponte sullo stretto di Messina avrebbe una lunghezza superiore del 39,6%, pari a metri 3.300. La Corte &#8211; si legge nella relazione &#8211; ritiene opportuno che si continui ad adottare tutte le adeguate misure di approfondimento sul tema della fattibilità dell&#8217;opera». La Corte inoltre raccomanda all&#8217;Amministrazione di valutare attentamente le questioni ambientali «al fine di rendere compatibile l&#8217;intervento con le misure di tutela e protezione adottate nell&#8217;area».<br />
Quanto alle somme già destinate all&#8217;intervento e riutilizzate la Corte segnala l&#8217;anomalia che viene a determinarsi poichè «le somme oggetto di riutilizzo, già previste per opere di investimento (ponte sullo Stretto di Messina), vengono destinate a finanziare spese correnti».</em> (<em><strong>tempostretto.it</strong></em>)</p>
<p>Alla fine dunque ci è voluta la Corte dei Conti a far capire che, allo stato attuale, la spesa per l’infrastruttura in questione non è giustificata. Ma diciamoci la verità: è così sorprendente tale notizia?<span id="more-1655"></span><br />
Non lo sarebbe se i vari Ministri susseguitisi dal 1991 a oggi (da Bernini a Matteoli) avessero messo in relazione la costruzione del Ponte con le previsioni degli Advisor e soprattutto le statistiche sui passaggi attraverso lo Stretto.<br />
Nel 2005 infatti, i dati ufficiali dicevano che dallo Stretto transitavano 3500-4000 tir e 8000 auto al giorno, per un totale di 11500-12000 automezzi. Gli Advisor prevedevano che in futuro il transito quotidiano non supererà i 18500 passaggi giornalieri, ugualmente non sufficienti a ripagare l’opera e garantirne la manutenzione (ordinaria e straordinaria)… Figuriamoci a ricavarne un utile!<br />
Riguardo alle statistiche, i passaggi sullo Stretto diminuivano da molti anni: -6% le auto e -8% gli autotreni tra il 1991 e il 1999. Per contro, aumentavano i passeggeri per via aerea (+45% tra il 1995 e il 1999) e le merci via mare (+110%). Il tutto confermato dallo stesso Ministero dei Trasporti.<br />
Utilizzando dati più attuali della Società Caronte &#038; Tourist, relativi al traffico gommato e passeggeri tra il 2007 e il 2008, si evidenzia una sensibile diminuzione del traffico pesante, da Villa S. Giovanni a Messina del – 5,50 % e da Messina a Villa S. Giovanni del &#8211; 7,28%, per le autovetture anche in diminuzione seppur di poco – 1,45%: </p>
<p>http://www.nopontestrettomessina.it/images/stories/documenti/statistiche2007.pdf</p>
<p>http://www.nopontestrettomessina.it/images/stories/documenti/statistiche2008.pdf</p>
<p>Numeri grossomodo confermati anche dal <strong>sito ufficiale del Ministero dei Trasporti</strong>: <em>Le operazioni portuali nel porto di Messina sono principalmente collegate ai traffici inerenti i servizi di traghettamento nello stretto. Il traffico dovuto al traghettamento infatti, rappresenta una voce significativa ed importante nelle movimentazioni del porto di Messina e comporta attività altamente specialistica e con caratteri dell’offerta in regime di servizio pubblico.<br />
Inoltre sono ancora in crescita i traffici (e le correlate operazioni portuali) delle Autostrade del Mare che collegano Messina con Salerno.<br />
[…]<br />
<strong>Continua il calo, iniziato nel 2007, del tonnellaggio delle merci movimentate nel porto di Messina (-5,5%). Tale flessione interessa essenzialmente le rinfuse liquide che costituiscono il 65% del complesso del traffico del porto, mentre stabili si mantengono le merci solide (+0,24%) Di queste ultime, quelle movimentate in modalità Ro-Ro risultano essere la categoria più rilevante, che incide per il 31% sul volume totale di traffico. Per quanto riguarda il movimento passeggeri, il porto di Messina si conferma primo scalo in Italia, nonostante una flessione del 4% circa rispetto al 2007 (9.561.811 unità).</strong></em><br />
Secondo uno studio dell’Università di Messina, la metà delle persone che attraversano lo stretto sono pendolari e l’80% di loro ha dichiarato che non usufruirà del ponte. Mentre i camion, come abbiamo visto usano sempre più le navi. Il Ponte sarebbe finanziato sulle previsioni di crescita del traffico, che oscilla tra il 10% e il 30% entro il 2012, ma anche qui abbiamo visto dai dati dell’autorità portuale che la tendenza è in forte diminuzione e segna oggi numeri col segno meno. Poiché il piano di rientro è basato sul numero di veicoli che attraverseranno il ponte, ciò è davvero importante. Possibile che Matteoli non conosca i numeri che lo stesso Ministero pubblica? O fa finta di non conoscerli?<br />
Lo Stato ha inoltre preso un impegno con la Stretto di Messina s.p.a. Fra 30 anni la concessione sarà terminata e si impegna a restituire fino alla metà del valore del ponte, o meglio dell’investimento. Inutile domandarsi quanti anni avrà Berlusconi tra 30 anni…<br />
A questo si potrebbero aggiungere 2 alternative: o far accollare tutti i debiti alla mafia (disse Nino Calarco ospite a Sciuscià: «Se la mafia è in grado di costruire il Ponte sullo Stretto, benvenuta mafia») o far pagare biglietti salatissimi (50-100 € a traversata, volendo essere ottimisti). Ma per quest’ultima opzione, bisognerebbe che il Ponte sia già finito, e soprattutto che anche noi cittadini messinesi – che rispetto a Berlusconi abbiamo qualche anno in meno – saremo ancora vivi.</p>
<p>&#8220;<em>Il tessuto connettivo italiano è il cemento. Cemento è il sangue arterioso della sua economia. Col cemento nasci e divieni imprenditore, lontano dal cemento ogni investimento traballa. Il cemento armato è il territorio dei vincenti. In silenzio il clan del cemento ha preso potere in Italia [...] Non sono i clan ad avere bisogno delle grandi opere, bensì il contrario. Il cemento chiama il cemento più efficiente, i prezzi più convenienti.</em>&#8221;<br />
Roberto Saviano</p>
<p>Fonti dei dati:<br />
www.infrastrutturetrasporti.it<br />
www.nopontestrettomessina.it per i dati Caronte &#038; Tourist<br />
www.damianozito.org </p>
<p><code><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S0L5H7XRlAw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/S0L5H7XRlAw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></code></p>
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		<title>Allarme del procuratore antimafia Grasso &#8220;Con la riforma processi senza colpevoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegoindaimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;allarme del procuratore antimafia Grasso tratto da &#8220;Repubblica.it&#8221;
CAMPI BISENZIO (Firenze) &#8211; &#8220;Con il &#8216;processo breve&#8216; tanti procedimenti in corso come quelli Parmalat, Cirio, Thyssen saranno estinti per prescrizione e non ci saranno colpevoli&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso durante il suo intervento al forum nazionale antimafia organizzato dalla Fondazione Caponnetto.
Grasso ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;allarme del procuratore antimafia Grasso tratto da &#8220;Repubblica.it&#8221;</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1626" title="grasso" src="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2009/11/grasso1.jpg" alt="grasso" width="200" height="287" />CAMPI BISENZIO (Firenze)</strong> &#8211; &#8220;Con il &#8216;<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/alfano-prescrizione/alfano-prescrizione.html?ref=search"><span style="text-decoration: underline;">processo breve</span></a>&#8216; tanti procedimenti in corso come quelli Parmalat, Cirio, Thyssen saranno estinti per prescrizione e non ci saranno colpevoli&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso durante il suo intervento al forum nazionale antimafia organizzato dalla Fondazione Caponnetto.</p>
<p>Grasso ha spiegato che intervenendo &#8221;come cittadino&#8221; ha inteso &#8221;liberarsi da un incubo: milioni di processi civili e penali che giacciono in uffici deserti e mal attrezzati, destinati ad essere definiti chissà quando. Mi risveglio dall&#8217;incubo e sento parlare di riforma della giustizia e spero che si ponga finalmente rimedio a questa situazione&#8221;. &#8220;Nulla di tutto ciò &#8211; ha proseguito Grasso &#8211; Si è proposto l&#8217;introduzione di una inedita e conosciuta prescrizione dei processi che durino più di due anni in ogni grado di giudizio&#8221;. E questo provvedimento, ha fatto notare Grasso, include &#8221;i delitti di indubbio allarme sociale&#8221;.</p>
<p>Grasso ha poi sottolineato &#8221;alcune palesi disuguaglianze&#8221;, come l&#8217;esclusione degli immigrati, che potrebbero sollevare &#8221;problemi di incostituzionalità&#8221;. Comunque questo provvedimento, secondo il magistrato, &#8221;non risolve il problema che si risolve applicando l&#8217;articolo 111 della Costituzione&#8221;, ma rischia di creare un &#8221;imbuto di processi che si bloccano&#8221;. Grasso ha concluso spiegando che molte riforme potrebbero essere fatte per risolvere il problema della durata dei processi e che, tra l&#8217;altro, tante di queste riforme sarebbero &#8221;a costo zero&#8221;.<object id="ebReportingFlash" style="border: 0pt none; margin: 0pt; padding: 0pt; overflow: visible; position: absolute; width: 0px; height: 0px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="ebReportingFlash" /><param name="src" value="http://ds.serving-sys.com/BurstingCachedScripts//Res/Empty_Movie.swf" /><param name="wmode" value="window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed id="ebReportingFlash" style="border: 0pt none; margin: 0pt; padding: 0pt; overflow: visible; position: absolute; width: 0px; height: 0px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://ds.serving-sys.com/BurstingCachedScripts//Res/Empty_Movie.swf" quality="high" allowfullscreen="true" wmode="window" name="ebReportingFlash"></embed></object><script src="http://ds.serving-sys.com/BurstingRes//Site-9090/Type-11/2025673_67ab49d3-682a-4b96-9ee6-5c2ff04088cb.js"></script></p>
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<p>Il procuratore nazionale antimafia ha anche parlato dell&#8217;idea di vendere all&#8217;asta i beni confiscati alla criminalità organizzata &#8220;per finanziare il processo breve&#8221;. Secondo Grasso &#8220;è improbabile che assisteremo a incanti in regime di libera concorrenza. In un momento di crisi come questo, solo la criminalità organizzata ha la liquidità sufficiente per partecipare alle aste pubbliche e il potere di intimidazione tale da far andare le aste deserte per favorire i prestanome&#8221;.</p></div>
<p><!-- fine TESTO --><br />
 <span>(<em><!-- inizio DATA -->21 novembre 2009<!-- fine DATA --></em>)</span></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
// <![CDATA[
var SEZIONE='politica';
// <img src="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2009/11/grasso.jpg" mce_src="http://www.energiamessinese.it/wp-content/uploads/2009/11/grasso.jpg" alt="grasso" title="grasso" width="200" height="287" class="alignleft size-full wp-image-1625" /><span id="__caret">_</span>
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		<title>Vuoi Giustizia? Mi dispiace non ci sono PM!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegoindaimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra un esagerazione ed invece è proprio cosi&#8230;
La modifica della legge sui magistrati porta anche a queste distorsioni. Infatti la legge prevede che chi vince il concorso in Magistratura non possa prendere, come primo incarico, il ruolo di Pubblico Ministero. Risultato? I Magistrati in servizio nelle procure &#8220;calde&#8221; o &#8220;scomode&#8221; se ne vanno e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra un esagerazione ed invece è proprio cosi&#8230;</p>
<p>La modifica della legge sui magistrati porta anche a queste distorsioni. Infatti la legge prevede che chi vince il concorso in Magistratura non possa prendere, come primo incarico, il ruolo di Pubblico Ministero. Risultato? I Magistrati in servizio nelle procure &#8220;calde&#8221; o &#8220;scomode&#8221; se ne vanno e non vengono sostituiti dai nuovi assunti in quanto questi non possono diventare Pm!! Praticamente l&#8217;opposto di quanto prevedeva la vecchia legge in cui erano presenti incentivi economici ai magistrati appena assunti che andavano a ricoprire posti in zone &#8220;disagiate&#8221; come Locri, Barcellona Pozzo di Gotto etc etc&#8230;.</p>
<p>Questo stralcio preso da <a href="http://www.ecodisicilia.com">www.ecodisicilia.com</a> rende bene l&#8217;idea:</p>
<p><strong>&#8220;Enna, una procura senza magistrati&#8221;</strong></p>
<p>Sono due i procuratori attualmente in servizio alla procura di Enna. Ma dalla prossima settimana non ci sarà nessuno dei due e la procura resterà senza magistrati. Da mercoledì il procuratore inizierà a smaltire un centinaio di giorni di ferie arretrate e poi andrà in pensione, mentre il pm Marcello Cozzolino sarà trasferito in un’altra procura. Una situazione allarmante che il capo della procura, Calogero Ferrotti, 66 anni, ha illustrato al ministro della giustizia che ha incontrato le toghe del distretto di Caltanissetta ieri pomeriggio. “Nella comunicazione fatta al guardasigilli – spiega Ferrotti – non c’è alcun intento polemico. Ho voluto solo sollecitare l’attenzione su un problema grave. Ultimamente, per ben tre volte, ho chiesto alla procura generale che applicasse magistrati al mio <a id="ed_Id_1" style="COLOR: #0000cc; BORDER-BOTTOM: medium none; TEXT-DECORATION: underline; textdecoration: none" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=ufficio&amp;af=3826&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecodisicilia%2Ecom%2Fenna%2Duna%2Dprocura%2Dsenza%2Dmagistrati%2Ehtm&amp;re=&amp;ts=1258639976109&amp;hs=09bfed617f9f92b8deaf8531cbd200f6" target="_blank">ufficio</a>: finora non ho avuto risposte”.</p>
<p>A pieno organico la procura di Enna dovrebbe avere quattro magistrati più il capo. “Due anni e mezzo fa – dice Ferrotti – quando arrivai, eravamo cinque. Oggi, tranne una breve applicazione, siamo rimasti due con un carico di sette mila procedimenti l’anno di cui 2.500 a carico di noti”.</p>
<p>La situazione di Enna potrebbe riproporsi anche in altre procure siciliane nei prossimi mesi, come a Sciacca e Nicosia.</p>
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