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  • febbraio 14th, 2010

    17467_271657205336_76372150336_4268345_7307437_nLa stampa ultimamente parla di Ponte sullo Stretto come se fosse uno scontro tra destra e sinistra. Non è esattamente così. Anzitutto per il fatto che in questo “scontro” sono presenti anche “piccole” realtà, come comuni abitanti o associazioni cittadine non schierate politicamente. Energia Messinese è appunto una di queste. E non è neppure l’unica.
    A prescindere dal fatto che nei vari cortei si vedono gente di tutte le età, realtà sociali e anche credi politici differenti (da Forza Nuova e Fare Verde alla sinistra radicale, passando per l’Udc e frange di Alleanza Nazionale), sarebbe davvero triste che l’opinione nei confronti di un’opera devastante per il nostro territorio sia influenzata da appartenenze politiche. Sarebbe davvero il sintomo di una mancanza di libertà intellettuale che per troppo tempo ha consentito al meridione di regalare il predominio a personaggi e organizzazioni tutt’altro che raccomandabili.
    In tutto questo però sorge spontanea una domanda: che ruolo gioca in tutto questo il Partito Democratico, il quale definirlo come “ partito di opposizione” sembra un eufemismo (o addirittura un’utopia)? Perché anche nella questione Ponte, il ruolo di tale partito risulta piuttosto ambiguo.
    La “grande opposizione” del partito è stato il non-applauso di Pippo Rao alla presentazione del progetto al Palacultura e il solito annuncio di Genovese che parla di “opera inutile”, ecc. ecc.
    Secondo qualche maligno, il vero interesse sarebbe stato nell’impedirne la costruzione. Il caso più “rumoroso” (e grottesco) è stato nella campagna elettorale delle amministrative 2005, quando addirittura Silvio Berlusconi in persona accusò (udite udite) Francantonio Genovese di avere un conflitto di interesse a tal proposito. Ascoltare per credere: http://www.radioradicale.it/scheda/261734?format=32. (continua…)

    gennaio 28th, 2010


    La notizia del mese è questa:
    Molteplici le perplessità sollevate ed argomentate all’interno della relazione tecnica, partendo proprio dall’ultimo punto, quello delle somme di realizzazione: la Corte dei Conti, infatti, ricorda che l’importo previsto nel progetto preliminare (approvato nel 2003), ammontava a 4,68 miliardi di euro, ma che nell’Allegato Infrastrutture al Dpef 2009/2013, la somma per il Ponte sullo Stretto di Messina, compreso tra gli interventi della Legge obiettivo da cantierare nel prossimo triennio, e’ indicato in 6,1 miliardi di euro (la stessa cifra e’ indicata nel Dpef 2010/2013).
    Dubbi anche sulle stime del traffico di mezzi tra le due sponde dello Stretto. Si legge: «Le valutazioni sono state effettuate nel 2001, e potrebbero verosimilmente non solo essere non più aggiornate ai tempi attuali, ma anche non coerenti con il quadro economico della sopraggiunta congiuntura economica. Soltanto un’adeguata stima dei volumi di traffico viario e ferroviario – continuano i componente della Corte – potrà effettivamente consentire, rispettando il quadro della finanza di progetto su cui si fonda circa il 60% delle risorse complessive, di sostenere gli oneri finanziari per interessi, che graveranno sui capitali presi a mutuo».
    Per quanto riguarda la fattibilità la Corte segnala invece «l’esigenza di mantenere nel tempo una costante azione di verifica sugli aspetti di fattibilità, che appaiono strettamente connessi anche allo sviluppo tecnologico conseguito dal 2003 sino ad oggi. Il modello progettuale – sottolineano i magistrati contabili – infrange ogni primato sinora esistente (lunghezza dell’impalcato, larghezza della sede stradale e ferroviaria, altezza delle torri e diametro dei cavi): rispetto al ponte più lungo ad unica campata attualmente esistente al mondo, il ponte giapponese di Akashi-Kaikyo con una campata unica di metri 1.991, il ponte sullo stretto di Messina avrebbe una lunghezza superiore del 39,6%, pari a metri 3.300. La Corte – si legge nella relazione – ritiene opportuno che si continui ad adottare tutte le adeguate misure di approfondimento sul tema della fattibilità dell’opera». La Corte inoltre raccomanda all’Amministrazione di valutare attentamente le questioni ambientali «al fine di rendere compatibile l’intervento con le misure di tutela e protezione adottate nell’area».
    Quanto alle somme già destinate all’intervento e riutilizzate la Corte segnala l’anomalia che viene a determinarsi poichè «le somme oggetto di riutilizzo, già previste per opere di investimento (ponte sullo Stretto di Messina), vengono destinate a finanziare spese correnti».
    (tempostretto.it)

    Alla fine dunque ci è voluta la Corte dei Conti a far capire che, allo stato attuale, la spesa per l’infrastruttura in questione non è giustificata. Ma diciamoci la verità: è così sorprendente tale notizia? (continua…)

    novembre 12th, 2009

    Il Senato, il 4 novembre scorso, ha approvato un decreto (135/09 art. 15) che di fatto consegnerebbe la gestione dell’acqua alle multinazionali. In pratica una vera e propria privatizzazione, finalizzata a favorire queste ultime. L’esperienza di Aprilia ha già dimostrato che il tutto si tradurrà in un esponenziale aumento delle tariffe (anche superiori al 200%). A prescindere dal momento di crisi, è inutile dire che non si può fare a meno dell’acqua…

    Il provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati in data 10 Novembre 2009.
    Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.
    Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
    Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame presso il Senato e in previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati (inizio previsto per il 16 Novembre), chiediamo alle/ai Deputate/Deputati:
    - di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
    - di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
    - di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.

    Invitiamo dunque a firmare la petizione: http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
    e a effettuare un “mail bombing” nei confronti di tutti i deputati da oggi fino al 17 novembre: http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6724
    per maggiori info: www.acquabenecomune.org

    ottobre 20th, 2009

    Festeggiano tutti per la partenza dei lavori del Ponte sullo Stretto: dagli azionisti Impregilo a quelli Stretto di Messina Spa (tra cui Raffaele Lombardo, che ha promesso un finanziamento per l’opera di 100 milioni di euro da parte della Regione, smentendo chi continua ad raccontare la favola dei soldi privati), dalla CMC di Ravenna (coop rossa “sponsorizzata” da alcuni noti esponenti del PD: http://www.youtube.com/watch?v=ygoIEDLbtEI ) alla Mafia. Quest’ultima però, come ben sappiamo, non esiste!
    Il tutto anche per la felicità dei messinesi e degli sfollati, soprattutto in considerazione che lo stesso Raffaele Lombardo ha recentemente giudicato “insufficenti” gli 80 milioni stanziati per le zone colpite dall’alluvione.
    Da molti mesi a questa parte, la domanda che a Messina ci si sta ponendo è “Perchè non spostare i fondi per il Ponte a favore della messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico?”
    Ma a nostro avviso adesso bisognerebbe farsi anche altre domande: “I fondi per il Ponte ci sono davvero o è tutto un bluff? Esiste una copertura finanziaria? Il progetto è definitivo? Propaganda? Fumo negli occhi?”
    Come sappiamo, i lavori dovrebbero iniziare sulla sponda calabrese. Andiamo dunque a esaminare nel dettaglio la situazione attuale.

    NOTE SUL PRESUNTO AVVIO DELLE OPERE COLLATERALI/ PROPEDEUTICHE A VILLA S. GIOVANNI – CANNITELLO SPONDA CALABRESE di Alberto Ziparo

    1. Cosa si sta facendo in realtà
    Si intende spostare un binario Cannitello – Villa S. Giovanni per una lunghezza di 1.7 km, traslando verso monte la linea, con una curva in luogo dell’attuale rettilineo “per fare spazio al futuro ingombro del pilone del ponte di parte calabrese”.

    2. Quale è il progetto?
    Il progetto è uno “stralcio provvisorio” – tra l’altro mancante di diverse autorizzazioni – del più ampio progetto di “opere compensative”, concordato nel 2006 con l’allora giunta comunale di Villa S. Giovanni (sindaco Cassone) di spostamento della linea ferroviaria e di miglioramento del lungomare Villa – Cannitello. Quest’ultimo progetto è stato approvato; esso era stato accettato dalla allora amministrazione, insieme ad altri incentivi, perché “anche se il ponte non si fa”, costituisce un miglioramento dell’assetto urbanistico. Il progetto integrale – a differenza dello stralcio provvisorio – infatti è stato avallato dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Reggio Calabria. (continua…)

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