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  • luglio 16th, 2010

    Sono passati 9 mesi dalla terribile alluvione del 1° ottobre. Da quel momento, Energia Messinese ha fatto quel poco che poteva fare nei confronti delle vittime e degli sfollati. Abbiamo ricordato le vittime con fiaccolate pubbliche; abbiamo fornito loro beni di prima necessità durante l’emergenza; abbiamo cercato un lavoro a chi lo perse per colpa di quella straordinaria perturbazione. Ma uno dei nostri intenti è stato anche, nei limiti del possibile, quello di far emergere la verità quando estemporanee, incaute e comunque discutibili dichiarazioni da parte del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso identificarono erroneamente l’abusivismo come causa del disastro. Per far questo motivo abbiamo dato la parola a esperti in materia, come Franco Ortolani (Professore Ordinario di Geologia all’Università di Napoli).
    A seguito di numerosi episodi di dissesto idrogeologico, in particolare nel mese di marzo, abbiamo ritenuto giusto ribadire il concetto dando spazio a un altro esperto come Enrico Foti (Prof. Ordinario di Idraulica, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale all’Università di Catania), il quale, oltre a negare l’abusivismo come causa, espone le sue proposte per quel che concerne la messa in sicurezza dei territori.
    Il seguente testo è tratto da “Il Giornale dell’Ingegnere”, che ringraziamo.

    Le alluvioni e le frane che continuano a interessare diverse regioni italiane portano ancora una volta drammaticamente in evidenza il problema di una efficace prevenzione e protezione dei centri urbani dal rischio idraulico, ossia dal rischio di eventi calamitosi riconducibili agli effetti prodotti dall’azione dell’acqua sul territorio, quali esondazioni dei corsi d’acqua, colate detritiche, trasporto di materiale alluvionale, etc.
    Schematicamente il rischio viene valutato come il prodotto di tre fattori, e precisamente: 1) la pericolosità, cioè la probabilità che si verifichi un evento calamitoso; 2) la vulnerabilità, ossia la capacità di resistenza alle sollecitazioni prodotte dall’evento; 3) il valore degli elementi esposti a rischio, ossia persone, proprietà, attività economiche, ma anche beni ambientali, presenti nella zona interessata dall’evento calamitoso. (continua…)

    aprile 14th, 2010

    Una profonda buca in via Cesare Battisti

    Una profonda buca in via Cesare Battisti


    Che bisogno c’è di progettare campi da golf, quando nelle strade messinesi sono presenti ben più di 18 buche?
    (continua…)

    aprile 8th, 2010

    Per chi fosse interessato, segnaliamo che domenica 11 aprile, presso la sede del centro studi “Autonomia Popolare” (via Tommaso Cannizzaro, pressi scalinata Santa Barbara), si terrà una raccolta firme contro il progetto Tirone-Stu.

    marzo 14th, 2010

    Secondo un sondaggio di Tremedia, soltanto il 15% dei messinesi è convinto che il Ponte sullo Stretto sarà pronto nel 2017. E recentemente persino il presidente Lombardo ha “frenato” in questo senso dichiarando: “Mi fanno notare che siamo ancora in una fase di progetto. Prima di mettere una prima pietra e partire ci vorranno ancora 3-4 anni. Non so quindi se per quella data potremo vedere realizzato il ponte sullo stretto”. Ed è – inutile illudersi – ciò che probabilmente penseranno anche i consiglieri comunali della Commissione Ponte (capeggiata dal Partito Democratico). Ma poco sembra importare a questi ultimi, considerando che per loro la torta da spartire non è tanto il Ponte in sé, bensì le cosiddette “opere compensative”, di cui poco ci siamo occupati in passato (e ce ne scusiamo per questo).
    Spieghiamolo in soldoni, guardando in faccia la realtà (e che nessuno si senta offeso!): le opere compensative altro non sono che un’occasione d’oro da parte dell’amministrazione comunale per realizzare opere che da sola non riuscirebbe mai per una serie di motivi. Oppure, dando una lettura anche più maligna, un’occasione per l’ennesimo “magna-magna”. L’Aquila docet.
    Il consiglio comunale, dunque, se n’è approfittato consegnando un lungo elenco di proposte – manco fosse il papello di Riina – a Piero Ciucci, il quale ha ammesso esplicitamente “Si sono allargati”, ovvero “hanno esagerato”. Ed effettivamente non basterebbe un intero foglio a riportarle tutte. Tra queste, ne ricordiamo brevemente solo alcune: lo spostamento della stazione a Gazzi, il raddoppio della tangenziale da Tremestieri all’Annunziata, fino a Ganzirri, Raccordo e nuova Panoramica proprio alla punta della Sicilia, (area naturalistica di interesse europeo) e persino lo svincolo di Giostra (quello che dovrebbe essere realizzato dal Comune da circa 20 anni, ma che – come dicevamo prima – non riesce, e dunque utilizza la “scusa Ponte” per poterlo terminare).
    Su tutte, però, ne spicca una davanti alla quale è impossibile rimanere indifferenti: uno svincolo a Giampilieri. A questo punto sorgono spontanee parecchie domande: come si può definire “compensativo al ponte” uno svincolo distante oltre 30 chilometri dal pilone? E quale sarebbe l’utilità di questo svincolo, considerando la minima distanza da un altro svincolo “compensativo” come quello di Santo Stefano? E soprattutto, con che coraggio proprio nel luogo della tragedia dell’1 ottobre – lo stesso luogo abbandonato dalle istituzioni da 5 mesi a oggi – in cui tutto servirebbe allo stato attuale, meno che uno svincolo?
    (continua…)

    febbraio 22nd, 2010

    Presentiamo qui le note tecniche di analisi ambientale, urbanistica e paesaggistica del progetto “Variante di Cannitello” connesso (?) al progetto “Ponte sullo stretto”, redatte dal WWF Calabria, che ringraziamo.

    1.Introduzione
    Le presenti note si configurano quali Analisi e “Osservazioni” al progetto definitivo ed esecutivo della Variante ferroviaria di Cannitello, anche in merito alla procedura di adeguamento dello stesso alle Prescrizioni e raccomandazioni CIPE (del. 29/03/06 n.83).
    “L’intervento di cui sopra costituisce una prima fase dei lavori del più ampio intervento che (le Ferrovie) RFI – rete Ferroviaria Italiana- dovrà mettere in atto per il miglioramento del sistema di penetrazione urbana nel nodo di Reggio Calabria e per rimuovere definitivamente l’ostacolo che la linea ferroviaria attualmente rappresenta per la città di Villa S. Giovanni verso la costa. Le opere da realizzare nell’immediato futuro consentiranno anche di rimuovere l’interferenza che i binari ferroviari rappresentano in località Cannitello per l’avvio dell’opera del Ponte sullo Stretto” (dalla Relazione Esplicativa allegata al Progetto Esecutivo).
    Il progetto, qui presentato quale “esecutivo”, si configura come un documento estremamente stringato,eccessivamente schematico, e riguardante esclusivamente l’opera da realizzare. Lo stesso progetto manca di pressoché qualsivoglia riferimento al contesto urbano e ambientale in cui lo stesso va a inserirsi; un ambito ad alta densità abitativa, ad alta valenza turistica e paesaggistica, con notevoli presenze ecologiche e agricole produttive; parte rilevante del nucleo urbano di Cannitello nella parte nord del territorio comunale di Villa S. Giovanni.
    I documenti progettuali sono peraltro l’ovvia conseguenza delle carenze di analisi e di programmazione territoriale e ambientale che connota l’operazione e che è riscontrabile nelle anomalie procedurali (sez.5), nonché alle carenze d’indagine idrogeologica (sez.2), alla mancanza di studi d’impatto e di analisi ambientali idonee (che significa non effettuazione della procedura di VIA) (sez. 3) e infine l’assoluta mancanza di valutazione degli effetti urbanistici e sociali (sez. 4).
    (continua…)

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