| 10 febbraio 2010 | ||
| 21:00 | a | 23:00 |
Continuano gli appuntamenti con il nostro Cineforum.
Il quarto film proiettato sarà “Alla luce del sole”, film che parla della storia di Don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia.
In realtà il film previsto era “Romanzo Criminale” ma quando siamo andati a sbrigare le pratiche per i permessi (Siae) ci hanno detto che la Warner Bros (distributrice del film) pretende che per le visioni pubbliche sia noleggiata la copia originale presso la Siae di Catania ad un prezzo per noi inaccessibile.
Per non stravolgere la scaletta dei film già in programazione abbiamo dunque inserito questo bellissimo film che anche se non è un vero e proprio “mistero” ha un significato profondo e davvero molto interessante.
Appuntamento mercoledì 10 febbraio ore 21, al Salone della Chiesa di Porto Salvo (Viale della Libertà). Vi aspettiamo numerosi!!!
Evento facebook:
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Un film di Roberto Faenza. Con Luca Zingaretti, Alessia Goria, Corrado Fortuna, Giovanna Bozzolo, Francesco Foti.
La storia di padre Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio di Palermo, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Un uomo che «sparava» dritto, dovere inflessibile nella denuncia e alieno da ogni compromesso. Con gesti concreti, dedicandosi al recupero dei bambini del quartiere per sottrarli alla mafia, padre Puglisi diventa una presenza scomoda, un simbolo, un freno alla corruzione. Faenza sa bene, mentre affronta questo tema, i rischi che corre: lo stereotipo, la sovrapposizione dell’attore protagonista (che deve liberarsi da Montalbano) al personaggio, l’allineamento alla fiction televisiva. Quello che lo muove è la descrizione di un ambiente, e di come un uomo abbia cercato di sottrarre all’influenza del male proprio i più deboli ed esposti di tutti: i bambini. E’ un’attenzione, questa di Faenza, già manifestata in quello che resta il suo film migliore: “Jona che visse nella balena”. Non è un caso che i finali si assomiglino: con don Puglisi, ormai ucciso, che sorride a uno dei piccoli salvati dalla strada e dalla malavita. Faenza realizza un film che i trailer fanno sembrare televisivo ma che, sin dalla sequenza iniziale, mostra di essere ben altro. Quegli scatoloni portati dai ragazzini mostrano subito il loro contenuto: vite destinate ad essere soppresse. Come quella di Don Puglisi che con il suo sorriso è stato capace di trasformare la vita di chi gli stava dando la morte.