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  • giugno 1st, 2010

    Centinaia di persone in piazza, un corteo con diversi momenti toccanti, e probabilmente unici nella storia recente della nostra città, ragazzini che anziché pensare a divertirsi bighellonando a Piazza Cairoli, in una splendida domenica di fine Maggio, preferiscono prendere parte ad una manifestazione che ricorda eroi morti prima che loro stessi emettessero il primo vagito, ospiti che hanno dato vita ad interventi di importanza capitale, che hanno parlato delle infiltrazioni della malavita organizzata in tutte le nostre grandi opere, che ci hanno svelato l’esistenza di un teatro greco, uno dei soli quattordici in Italia, coperto, nascosto, forse distrutto da quell’ammasso di cemento colorato con dubbio gusto che si chiama Palazzo della Cultura (cultura del costruire forse), che ci hanno dato la speranza attraverso le parole di un ragazzino che ancora deve completare le scuole medie, e già sogna, e programma di diventare magistrato, non tronista, o peggio ancora “stalliere”, che ci hanno parlato di un ragazzo ucciso, del quale si è voluto grottescamente e maldestramente inscenare un suicidio, per chiudere un caso ancora prima che qualcuno potesse scavare dentro, se non la famiglia del povero ragazzo; tutto questo è stata la manifestazione “Profumo di Libertà”, probabilmente la più grande manifestazione antimafia svoltasi a Messina negli ultimi 20 anni, sicuramente una delle più grandi soddisfazioni della nostra associazione.

    Abbiamo deciso di prenderci una settimana, di ragionare a mente fredda su ciò che avevamo fatto, su cosa abbiamo sbagliato e su cosa abbiamo dato il meglio.

    Siamo arrivati ad una sola conclusione: grazie a tutti. Grazie a tutti coloro che erano presenti in piazza, grazie a tutti coloro che ci hanno stretto la mano facendoci i loro complimenti, dicendoci di “andare avanti così”. E’ quello che faremo. Perché vedere mesi di lavoro sfociare in una presa di coscienza di una parte di una città, una parte sicuramente piccola, ma superiore a quella dell’anno scorso, e di due anni fa, ci riempie il cuore di gioia prima, di soddisfazione dopo.

    Rivendichiamo tutte le nostre scelte, siamo convinti oggi più di ieri, che sia stato giusto sfilare per le vie della città come cittadini e non come “rappresentanti di”, siamo ancora convinti che il comune di Messina dovesse essere al nostro fianco in una manifestazione del genere, vigilando sempre che dalle parole si arrivi, anche lentamente, ai fatti (e sinceramente troviamo offensivo per la nostra associazione che ci sia stato chi abbia messo in dubbio questa nostra consapevolezza, ma tant’è…).

    La manifestazione di Domenica 23 è stato un punto di partenza importante, su cui poter costruire una seria politica antimafia, a livello associazionistico oggi, a livello politico domani, a livello umano ogni giorno della nostra vita, con voi, grazie a voi, grazie agli sguardi, alle lacrime, ai sorrisi, alle strette di mano, agli abbracci, alle emozioni che tutti coloro che hanno lavorato a questa giornata hanno visto e provato.

    A questo punto vi starete chiedendo il perché del titolo dell’articolo.

    Sappiate che cercando la parola invisibili su google, si ottengono come risultati un movimento di resistenza culturale, un fumetto e la celebre trasmissione di Marco Berry sulla vita dei clochard. Da domenica 23 maggio si è aggiunta anche la voce: “manifestanti a Messina contro la mafia”.
    Sembra proprio che la manifestazione che si è svolta nella giornata del 23 maggio, commemorazione del 18° anniversario della strage di Capaci, sia passata inosservata ad alcuni soliti organi di informazione (se così è lecito chiamarli..).

    Il riferimento è ovviamente alla “Gazzetta del Sud”, principale testata giornalistica della nostra splendida città che in modo davvero miope ha osservato gli avvenimenti che hanno animato Messina durante quel fine settimana. Bene, i giornalisti del miglior giornale della città sono riusciti a scorgere nella piazza principale della città (piazza Cairoli) un minuscolo banchetto dell’Unicef [1] (onore e merito a chi era lì presente) con n°3 persone presenti (tra l’altro silenziose) e non un palco di 24 m2 (4m x 6m) montato nella stessa piazza (con megafoni e musica) dal comune di Messina: ci complimentiamo veramente per l’occhio di falco e l’udito degno di Superman!

    Ma forse i cronisti della Gazzetta erano di passaggio al Bar Irrera (fronte banchetto Unicef) e non al chiosco delle Limonate (vicino al palco di cui sopra), ma tant’è..
    L’assordante silenzio che la Gazzetta del Sud ha, come sempre, garantito alla più grande manifestazione antimafia mai vista nella nostra città, stride moltissimo con la partecipazione, se pur limitata, di circa 300 messinesi (tra cui sindaco e presidente del consiglio comunale) al corteo organizzato da Energia Messinese.

    Il problema della mancata informazione a cosa si può attribuire? Al tema della manifestazione forse, ma sembrerebbe che la piazzetta dell’angelo a Torre Faro sia diventata per un giorno intero, pensate, set cinematografico per le riprese di un film intitolato “Annamaura” in cui la protagonista, da cui il film trae il nome, è figlia di un giudice antimafia; anche l’associazione Neapolis ha organizzato una tavola rotonda sul tema dell’antimafia a cui la Gazzetta ha riservato uno spazio .

    Potrebbe essere l’assenza di persone qualificate, ma l’evento di EM ha avuto ospiti del calibro di Gianluca Manca (futuro, si spera, assessore alla legalità del comune di Milazzo e fratello di Attilio, vittima della mafia), Piero Ricca e Antonio Mazzeo, entrambi autori di libri molto venduti, Ignazio Cutrò, imprenditore taglieggiato che non paga il pizzo e altri ancora.
    Forse potrebbe essere la scarsa pubblicità, ma come è possibile che tutti i giornali, on-line e non, web-tv, siti di informazione erano presenti in piazza intervistandoci e riportando, il giorno dopo, notizie sull’evento e la Gazzetta del Sud non c’era.

    Il problema allora qual è? Noi a questa domanda non sappiamo rispondere: da anni la nostra associazione, e non solo la nostra, organizza eventi sul territorio e la Gazzetta del Sud evita di pubblicare tali iniziative.
    Siamo forse, allora, davvero invisibili?
    Ai lettori l’ardua sentenza.

    Per concludere questo articolo, dopo aver constatato l’assenza di informazione libera nel maggiore quotidiano cittadino, l’associazione Energia Messinese vorrebbe, inoltre, ringraziare le associazioni che avevano inizialmente aderito alla manifestazione, garantendo la loro presenza ma non hanno dato loro notizie né telefoniche, né orali, né fisiche. Speriamo che stiano tutti bene e che non sia successo niente.
    [Ci vediamo la prossima volta (sempre senza Gazzetta del Sud)]

    Gabriele Lando
    Energia Messinese

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